sábado, 31 de agosto de 2019

SOS MEMORIA HISTÓRICA: JOSÉ CORTAZAR ZABALLA, JACINTO CORTÁZAR URRESTI Y NARCISA ZABALLA CASTAÑONDO








Ante el peligro de que me cierren la boca para siempre, después de haberme robado todo, ruego pongan atención, en el resumen y si no lo entienden, a modo de guión,  repasen los artículos:

Documentos encontrados para la historia

Artículo de Indalecio Prieto a José Cortázar Zaballa


Usurpación de herencia con fraude

Documentos de la  usurpación de la finca de los abuelos maternos, Jacinto Cortázar Urresti y Narcisa Zaballa Castañondo, por parte de uno de los herederos: Josefa Cortázar Zaballa, madre de Jacinto Lococo Cortázar.

*(a) El padre, Jacinto Cortázar Urresti, falleció, el 29/5/1935, sin testar.

*(b) La madre, Narcisa Zaballa Castañondo,  falleció, 31/12/1952,  no dejó testamento.

La finca, fue incautada por el régimen anterior, 12/8/1940


Finca nº 7062, tomo 129, libro 83, folio 61, Registro de Castro-Urdiales

Viviendas sociales realizadas en la finca usurpada a terceros y vendidas a conocidos
 
El  ciudadano italiano,  Excmo., e Ilmo.,  Gaetano Lo Coco Cortázar, está condecorado con el título español de *(2)  Isabel la Católica y  es representante de la corona en Palermo, Sicilia.


Wa... La traducción de: María Evangelina Cobo Zaballa
 

Palermo un giorno da principi
(Segue dalla prima di cronaca) Tra l' insalata di mare all' arancia, il risotto ai gamberi e il dentice, il sindaco, durante la colazione a villa Niscemi, esaudisce il capriccio reale. Donna Letizia è smagrita rispetto ai tempi del matrimonio e conquista perché è semplice ed elegantissima con la sua giacca di un indefinibile blu-pavone, la gonna dai motivi cachemire floreali verde e turchese con un ricamo di paillettes fucsia. Indossa pendenti di diamante, niente collane ma una fede tempestata di brillanti. Con l' altra mano Letizia regge una borsetta azzurra di pelle di struzzo di Hermes. Anche il principe Felipe, fascinoso e altissimo, in abito blu e cravatta rosa, viene immortalato negli scatti delle fan, che scoprono estasiate che è «bellissimo». Don Felipe di Borbone saluta Palermo e «questa cara regione italiana». A Sant' Eulalia, nuova sede dell' istituto Cervantes, quando fa il suo intervento pubblico, dice: «Poche città come Palermo portano tante tracce del mondo ispanico nei monumenti, nella lingua e nella gente. In una città così amata e così vicina era un debito per noi aprire un centro Cervantes. Muchas gracias». Poi la coppia scompare, inghiottita dalla «carovana» ufficiale di dieci auto blu, fino all' aeroporto dove ad attenderli c' è l' aereo delle Forze Armate, che li riporterà a Madrid. Una visita fitta d' appuntamenti, neanche il tempo di un cambio d' abito a Villa Igiea, dove era prenotata la suite sulla torre. I reali di Spagna, accolti all' aeroporto dal sindaco Diego Cammarata e dal presidente della Regione Salvatore Cuffaro, appaiono a mezzogiorno nel bel mezzo del mercato della Vucciria, tirato a lucido, con la polizia in tutti i vicoli. Anche a questo appuntamento, l' inaugurazione del quarto istituto Cervantes in Italia, non hanno voluto mancare, e il mese prossimo andranno a inaugurare un istituto a Pechino. Circondati da venti addetti alla sicurezza spagnoli, i principi stringono le mani della folla in festa in via dell' Argenteria. Il figlio di re Juan Carlos è accompagnato all' interno della chiesa dal direttore dell' Istituto Cervantes, Cesar Antonio Molina e dal direttore degli istituti di Napoli e di Palermo Josè Vicente Quirante. Sono 150 gli invitati, un numero ristretto, selezione che ha creato qualche malumore tra le famiglie nobiliari escluse, gli Alliata, i Moncada, i Monroy. Dentro ci sono anche il prefetto Giosuè Marino, una vasta rappresentanza del mondo accademico dell' isola e della comunità spagnola siciliana, i consoli di Palermo Ignazio Caramanna e di Catania Concetta Bufardeci. Per le autorità spagnole ci sono il ministro per gli Affari Esteri e il console Fernando Sanchez Rao. Il direttore Molina illustra le finalità dell' istituto: diffondere la cultura e la lingua spagnola, ormai seconda lingua internazionale, parlata in 20 paesi, da 400 milioni di persone. Nella chiesa sconsacrata di S. Eulalia, di proprietà dell' Opera pia Stabilimenti spagnoli, con le colonne in marmo spagnolo Brocatel, viene scoperta una targa. «La proprietà della chiesa è spagnola. I locali dell' istituto, le aule e la biblioteca sorgono in spazi che il Comune ha dato in concessione al Cervantes per 10 anni», spiega Vicente Quirante. Nei saluti di rito delle autorità, sono celebrati i legami tra Palermo e la Spagna, «un passato comune iniziato 8 secoli fa», dice il sindaco Diego Cammarata, che ha regalato alla principessa un presepe antico in corallo e al principe un paladino dell' opera dei pupi. Anche il presidente Cuffaro aveva portato il suo dono alla principessa, una riproduzione della finestra sul mare di Consagra, ma non è riuscito a darglielo se non fuori dal protocollo. A fare gli onori di casa ci sono Caterina Ruta, docente di Letteratura spagnola e presidente dell' associazione Ispanistica nazionale, e Gaetano Lo Coco Cortazar ex presidente di Cassazione, responsabile per il Comune dei rapporti tra Palermo la Spagna. Fuori dalla chiesa la gente vuole ammirare i principi. Ad attenderli all' uscita ci sono anche Mercedes Rivera, moglie di Cesare Hernandez, cardiologo all' Ismett e Maria del Rosario, moglie di una primario dell' Ingrassia: «Siamo felici di avere adesso questo punto d' incontro. A Palermo noi della comunità spagnola siamo almeno 100. Aspettavamo questo giorno». Dopo un cocktail nell' ex chiesa (don Felipe ha gradito molto i cazzilli) la colazione a Villa Niscemi, con gli ospiti d' onore al piano nobile e il resto dello staff e la stampa a distanza, ovvero in giardino. A tavola Letizia alla sua destra ha Diego Cammarata e alla sua sinistra Cuffaro. Felipe siede accanto a Marida Cassarà, accompagnatrice del sindaco, e a Giacoma Cuffaro. Un bianco mangiare al pistacchio conclude il pranzo. Poi la visita alla collezione della galleria civica nel complesso monumentale Santi' Anna, con la direttrice Antonella Purpura. «Si sono fermati davanti a ogni quadro, mostrando competenza». Infine la fuga tra i flash e il giubilo della gente. Donna Letizia dà appuntamento a questa estate: «Spero di tornare in barca a vela».
Palermo un día de príncipes
(Viene de la primera crónica) Entre la ensalada de naranja de mar, el risotto de langostins y el pargo rojo, el alcalde, durante el desayuno en Villa Niscemi, otorga el capricho real. Doña Letizia está más delgada que en los tiempos de la boda y conquista porque es sencilla y elegantísima con su chaqueta de un azul  indefinible, la falda cachemir con motivos  florales de color verde y turquesa bordados con lentejuelas fucsias. Porta pendientes de diamantes, ningún collar, sino un anillo en tempestad de  diamantes. Con la otra mano, Letizia sostiene un bolso de cuero azul de avestruz de Hermès. Incluso el Príncipe Felipe, fascinante y altísimo, con traje azul y corbata rosa, queda inmortalizado en las fotos de las fans, quienes descubren que es "Guapísimo". Don Felipe di Borbon saluda a Palermo y "a esta querida región italiana". En Sant 'Eulalia, el nuevo hogar del instituto de Cervantes, cuando realiza su intervención pública, dice: "Pocas ciudades como Palermo tienen tantos rastros del mundo hispano en monumentos, en la lengua y en la gente. En una ciudad tan querida y tan cercana era una deuda para nosotros abrir un centro Cervantes. Muchas gracias”. Luego, la pareja desaparece, tragada por la "caravana" oficial de diez automóviles azules, hasta el aeropuerto donde los espera el avión de las Fuerzas Armadas, que los llevará de regreso a Madrid. Una visita llena de citas, de encuentros ni siquiera tiempo para un cambio de traje en Villa Igiea, donde se reservó la suite de la torre. La realeza española, recibida en el aeropuerto por el alcalde Diego Cammarata y el presidente de la región Salvatore Cuffaro, aparece al mediodía en medio del mercado de Vucciria, limpio como una patena, con la policía en todos los callejones. También, en esta cita, la inauguración del cuarto instituto de Cervantes, en Italia, no se lo quisieron perder, y el próximo mes irán a inaugurar un instituto en Beijing. Rodeados por una veintena de oficiales de seguridad españoles, los príncipes aprietan las manos de la multitud, en fiesta,  en la calle de la Argenteria. El hijo del rey Juan Carlos es acompañado,  al interior de la iglesia, por el director del Instituto Cervantes, Cesar Antonio Molina, y por el director de los institutos de Nápoles y Palermo Josè Vicente Quirante. Hay 150 invitados, un pequeño número, una selección que ha creado cierto descontento entre las familias nobles excluidas, la Alliata, la Moncada, la Monroy. En el interior también se encuentra el alcalde, Giosuè Marino, una vasta representación del mundo académico de la isla y de la comunidad española siciliana, los cónsules de Palermo Ignazio Caramanna y de Catania Concetta Bufardeci. Representando las autoridades españolas están el ministro de Asuntos Exteriores y el cónsul Fernando Sánchez Rao. El director Molina explica los objetivos del instituto: difundir la cultura y la lengua española, que ahora es el segundo idioma internacional, hablado en 20 países, por 400 millones de personas. Se descubre una placa en la iglesia consagrada a S. Eulalia, Opera Pía de los Establecimientos Españoles, con columnas en mármol español de Brocatel "La propiedad de la iglesia es española. "Los locales del instituto, las aulas y la biblioteca surgen en los espacios que el Municipio le ha dado al Instituto Cervantes durante 10 años", explica Vicente Quirante. En los saludos rituales de las autoridades, se celebran los lazos entre Palermo y España, "un pasado común iniciado hace 8 siglos", dice el alcalde Diego Cammarata, quien le regaló a la princesa  una antigua cuna de coral y al príncipe  un paladín  trabajo de títeres. Incluso el presidente Cuffaro había traído su regalo a la princesa, una reproducción de la ventana en el mar de Consagra, pero, no podía dársela si no fuera del protocolo. Los honores de la casa han sido realizados por Caterina Ruta, profesora de literatura española y presidenta de la asociación nacional hispana, y Gaetano Lo Coco Cortazar, ex presidente del Supremo, responsable del municipio de relaciones entre Palermo y España. Fuera de la iglesia, la gente quiere admirar a los príncipes. Mercedes Rivera, esposa de Cesare Hernández, cardiólogo de Ismett, y María del Rosario, esposa de un jefe dell` Ingrassia, también esperaban  su salida: “Somos felices  por el, ansiado, encuentro. En Palermo, nosotros, los de la comunidad española - somos al menos 100 - Estábamos esperando este día”. Después de un cóctel en la antigua iglesia (Don Felipe realmente disfrutó el desayuno con cazzilli) en Villa Niscemi, con los invitados de honor en el piso noble y el resto del personal en lugar apartado, o en el jardín. En la mesa, Letizia a su derecha tiene a Diego Cammarata y a su izquierda Cuffaro.
Felipe se sienta junto a Marida Cassarà, la escolta del alcalde, y Giacoma Cuffaro. Un  blanco manjar al pistacho concluye el almuerzo. Luego la visita a la colección de la galería cívica en el complejo monumental Santi 'Anna, con la directora Antonella Purpura. "Se detuvieron frente a cada pintura, mostrando pericia". Finalmente la fuga entre los destellos y el júbilo de la gente. Doña Letizia se apunta a volver en verano: "Espero retornar en barco de vela".

Documentos de cómo, Cayetano Lo Coco Cortázar, italiano, magistrado del Tribunal Supremo de Roma, compra cinco viviendas sociales, en Castro-Urdiales. Las viviendas sociales están en una sociedad inmobiliaria, “Inmobiliaria Diodon S.A.” y, desde su compra los pisos sociales se alquilan.
"Inmobiliaria Diodon S.A.: Nif, A/39037916, nº 1.474 folio, 37, tomo, 278, general libro, 145, Sección Anónimas. Sede Social, en Castro-Urdiales, C/ Siglo XX, 14. Registro mercantil de Santander                 

Finca, 17285, folio, 227, tomo, 226, libro, 157. Siglo XX, 14, antes General San Jurjo:
Finca 17286 folio 228 tomo 226 libro 157,
Finca  17287 folio 229 tomo 226 libro 157
Finca  17288 folio 230 tomo 226 libro  157
Finca 11817 folio 249 tomo 182 libro  120. C/Silvestre Ochoa, 10. 

De cómo se escriben libros para el olvido…

Trabajo realizado con mucho esfuerzo. Sin becas ni ayudas. Teniendo en contra los elementos que han participado, en la ocultación y emborronamiento de hechos puntales e históricos acaecidos, en la ciudad de Castro-Urdiales, desde 1940, hasta nuestros días.
Dos libros realizados con dinero público y que omiten  y trastocan datos históricos. Uno en Cantabria
* (1) “Acciughe salate alla vera carne: Historia de los salazoneros italianos en Cantabria”
Presentación: Dolores Gorostiaga Saiz  (Cantabria)
Otro en Sicilia
*(2) “Porticello Santa Flavia- Ondarroa…Paese di mare”
Presentación: el alcalde Dr. Pietro Sanfilippo (Palermo)

LUIS JAVIER ESCUDERO DOMINGUEZ
“Acciughe salate alla vera carne: Historia de los salazoneros italianos en Cantabria.”
Publicaciones Universidad de Cantabria, 2007.

NICOLÒ LO COCO SANFILIPPO
Porticello Santa Flavia-Ondarroa…Paesi di mare
Editrice Zefiro (Bagheria), 2002

Cualquiera que lea y contraste los datos de los libros mencionados, no tendrán apenas dudas... lo que han hecho con el dinero público es una piccolina  caponatina...
"Carlos López Lo Coco, ha colaborado, en el libro, “Aciughe salate alla vera carne: Historia de los salazoneros italianos en Cantabria”, del escritor, Luís Javier Escudero Domínguez.  Los datos facilitados, faltan a la verdad. El mismo tipo de colaboración ha realizado, el Ilmo., y Excmo., Gaetano Lo Coco Cortázar, en el libro del escritor, Nicolò Lo Coco Sanfilippo, “…Paese di Mare…”  
La empresa, Conservas Nicola Lo Coco S.A., era propiedad de Jacinto Lo Coco Cortázar. El capital de la empresa está constituido con bienes gananciales. Y la patente, Ángelo Parodi, era propiedad de, Jacinto Lo Coco Cortázar, también, comprada con bienes gananciales. El fraude se realizó en la notaria Arenal, bajo el notario, Don José Jesús del Arenal y Bedoya"
El Panteón desaparición…
Desaparición lápida del nicho:

En los Juzgados de Castro-Urdiales: El Ab-testato de Nicolás Lo Coco Cefalù y Josefa Cortazar Zaballa con falsedad documental y testimonial.

Esa banda de Excmos. e Ilmos., corruptos son  sabedores de la pederastia  e incesto de su hermano y tío Jacinto Lococo Cortázar y tienen el valor, la desvergüenza y la criminalidad de reclamar lo que no les pertenece por segunda vez y en el mismo pueblo y en el mismo país. Primero despojaron de todos los derechos y se apropiaron de lo que no era de ellos, a la viuda de Jacinto Cortazar Urresti, Narcisa Zaballa Castañondo y a sus dos hijos, José Cortázar Zaballa y Valero Cortázar Zaballa, más conocido como Chomin. Y, ahora, pretenden hacer otro tanto. Todos ellos son conocedores y usufructuarios  de los anteriores delitos. La segunda vez con el agravante de que han tapado y consentido los crímenes de incesto y pederastia  con el único fin de enriquecerse 

No satisfechos, ahora, el Ilmo., Sr. Gaetano Lo Coco Cortázar y familia  reclama  a los sobrinos, una deuda que, presuntamente, contrajo, su hermano difunto, con su difunto padre y quiere, un cuarto del piso y del camarote, de la residencia  habitual y familiar  de su difunto hermano, Jacinto Lococo Cortázar.
La  vivienda,   se pagó con dinero de gananciales, la hipoteca fue avalada por la esposa de Jacinto Lococo Cortázar. En los setenta, sin que la mujer supiera,  pusieron, la vivienda,  a nombre del padre, Nicolò Lo Coco Cefalú, para ocultar muchas cosas, presuntamente, muy pecaminosas y delictivas. Una,  notable y manifiesta, que define el delito está  en  escritura y registro: compra, e hipoteca en la Caja de Ahorros Municipal de Bilbao, a un extranjero de setenta y cinco años. 
Su padre, italiano, falleció, en Sicilia, hace treinta y un años, su madre, falleció en la misma localidad italiana,  hace dieciséis.  Y los, presuntos, dichosos, poderosos, depredadores, prescritos e ilustres, cocodrilos han esperado treinta y un años de  sepelios para hacer un  reparto de herencias.  Y en vez de llevar el procedimiento, a su debido tiempo, en Italia, como cosa lógica y natural, y reclamar la, presunta, deuda a su hermano, Jacinto Lococo Cortázar, cuando estaba vivo…
No,  el ilustrísimo y excelentísimo, *(2) Gaetano Lo Coco Cortázar, también inscrito en estamentos públicos con el nombre de, Cayetano Lococo Cortázar, Cayetano Lo Coco y Cortázar, espera,  al fallecimiento de su hermano, y   viene  a España, a realizar otra de las suyas. ¡Y para colmo de cocos   lleva al juzgado a mis dos hijos.
Todas estas infames peticiones vienen a ser presentadas y juzgadas en el mismo juzgado, mismo pueblo,  y por los mismos causantes,  donde, presuntamente, se usurparon, otras, de tal pelo. Vivos,  a sus hermanos y sobrinos. Muertos, a sus nietos.
 Lo último que esta banda de ladrones, y, cómplices de pedofilia, quieren aliviar es mi casa, sita, en Menéndez Pelayo, 11-A-7º-Dcha., Castro-Urdiales. Y, para, una vez más, conseguir el afanamiento de lo mío, han presentado, en el Juzgado de Instrucción, nº, 1 de Castro-Urdiales, un fardo de falsedades testimoniales con falsos documentos, que por el mero hecho de presentarlos, cometen varios delitos…El muerto no puede hablar…pero… ¿A que no sabes dónde han vuelto a repetir la estafa?
Me lo figuro, morena…casi cuarenta años dando por buenos documentos falsos…en la notaria Arenal de Bilbao…



Lanza una rápida mirada a los documentos   del pasado noviembre.


Ahora, mira lo que dice el documento oficial y público, que encabeza la denuncia de hoy…. Josefa Cortazar Zaballa, nacida en Castro- Urdiales, dice haber recuperado la nacionalidad española que había perdido por haberse casado con, D. Jacinto Lococo Cefalú.
¿Dónde reza que, Josefa Cortazar Zaballa, había perdido su nacionalidad?
¡En misa de doce! Wa…
Y…cómo en un documento oficial, dice estar casada con su hijo, Jacinto Lococo? Que, para más macarronada, ni su nombre oficial es, Jacinto, si no que, Giacinto, y cuyo apellido es Lo Coco…
Por la misma razón que el certificado de defunción reza, Giussepa Cortazar en lugar de, Josefa Cortazar, su padre, Giacinto Cortazar, en vez de Jacinto Cortazar, y, su madre Narcisa Zebella, en lugar de Narcisa Zaballa.
Y... ahora... una de herencia yacente con manifestaciones que faltan a la verdad que en su momento se demostrará… 
BOC
https://boc.cantabria.es/boces/verAnuncioAction.do?idAnuBlob=320414
 JUZGADO DE PRIMERA INSTANCIA E INSTRUCCIÓN
Nº 1 DE CASTRO URDIALES
CVE-2017-11160 Notifi cación de sentencia 34/2017 en procedimiento ordinario
527/2015.
Doña Cristina Suárez Prieto, Letrada de la Administración de Justicia del Juzgado de Primera
Instancia e Instrucción Número Uno de Castro Urdiales.
Hace saber: Que en este órgano judicial se siguen autos de procedimiento ordinario, a instancia
de la Comunidad de Propietarios Menéndez Pelayo Nº 11 DE CASTRO URDIALES, frente
a la Herencia yacente de D. NICOLÁS LOCOCO CEFALÚ y Dña. JOSEFA CORTÁZAR ZABALLA y
frente a Dña. EVANGELINA COBO ZABALLA, en los que se ha dictado sentencia de fecha 16 de mayo de 2017, del tenor literal siguiente:
"SENTENCIA NÚMERO 34/2017
Juzgado de Primera Instancia e Instrucción Número Uno de Castro Urdiales.
Procedimiento: Juicio Ordinario número 527/2015.
En Castro Urdiales, a 16 de mayo de 2017.
Vistos por el Ilmo./a D./Dña. Patricia Carmen Sierra Bandrés, Magistrado-Juez del Juzgado
de Primera Instancia e Instrucción Nº1(Civil) de Castro-Urdiales y su Partido, los presentes
autos de Procedimiento Ordinario nº 527/2015 seguidos ante este Juzgado, a instancia de CP
MENÉNDEZ PELAYO Nº 11 DE CASTRO URDIALES representado por el Procurador D./Dña. MARÍA
PILAR IBÁÑEZ BEZANILLA y asistido por el Letrado D./Dña. Desconocido contra HERENCIA
YACENTE DE NICOLÁS LOCOCO CEFALÚ Y JOSEFA CORTÁZAR ZABALLA y EVANGELINA COBO
ZABALLA sobre Obligaciones.
FALLO
QUE ESTIMO LA DEMANDA presentada por la Procuradora de los Tribunales Dª PILAR IBÁÑEZ,
actuando en nombre y representación de COMUIDAD DE PROPIETARIOS MENÉNDEZ PELAYO
y condeno a la herencia yacente a la que pertenece el piso 7º dcha. de la calle Menéndez
Pelayo 11 a) inscrito como fi nca n. 15081, al tomo 209, libro 142, folio 85 del Registro de la
Propiedad de Castro Urdiales a nombre de los esposos Nicolás Lococo Cefalú y Josefa Cortazar
Zaballa y a Dª EVANGELINA COBO ZABALLA a permitir a los técnicos designados por la Comunidad
de Propietarios demandante el acceso a la terraza del piso 7º dcha. a fi n de reparar
las fi ltraciones de agua pluvial que sufre el piso inferior, propiedad de D. FERNANDO LOIDI
IBARRA, a través del encuentro de la terraza 7º dcha. con la fachada del edifi cio.
Se Condena en costas a la herencia yacente a la que pertenece el piso de la Calle Menéndez
Pelayo 11 a), 7º dcha. inscrito como fi nca n. 15081, al tomo 209, libro 142, folio 85 del Registro
de la Propiedad de Castro Urdiales a nombre de los esposos Nicolás Lococo Cefalú y Josefa
Cortazar Zaballa y a Dª Evangelina Cobo Zaballa en costas.
Notifíquese esta resolución a las partes personadas, haciéndoles saber que contra la misma
cabe interponer RECURSO DE APELACIÓN, ante este Tribunal, por escrito y dentro del plazo
de VEINTE DÍAS contados desde el siguiente a su notifi cación. La admisión de dicho recurso
precisará que, al interponerse el mismo, se haya consignado como depósito 50 euros en
la Cuenta de Depósitos y Consignaciones de este Juzgado en el BANCO DE SANTANDER nº
3896000004052715 con indicación de "recurso de apelación", mediante imposición individuaGOBIERNO
de
CANTABRIA
B O L E T Í N O F I C I A L
D E C A N T A B R I A
Pág. 303i 63 boc.cantabria.es
JUEVES, 28 DE DICIEMBRE DE 2017 - BOC NÚM. 247


¡Falsedad testimonial, documental y oficial! Sin poder defenderme...sin abogado...igual que lo que han hecho con la casa de Portugalete... Y ahora...están inentando hacer lo mísmo  con la de C/ Juan de la Cosa, 4...Ayer y hoy los corruptos y poderosos legalizan los crímines, los robos y las infracciones en los boletines del Estado o en los juzgados de igual pelo.
La verdad de los hechos acaecidos con la respectiva denuncia en el Cuartel de la Guardia Civil y presencia de autoridades.

http://mariaevangelinacobozaballa.blogspot.com/2015/10/castro-urdiales-lo-juro-allanamiento-de.html
Estoy en el confesionario corrupto y amañado del Telecentro del aula de Cultura Eladio Laredo
Ordenador, nº, 5
1/9/ 19...Tarde: 17:10 Ordenador, nº 7...he tenido que cambiar tres veces de ordenador... He añadido enlaces de la que verdaderamente sucedió. Hoy caminito del Juzgado me iban custodiando los funcionarios enchufados y doblemente empleados gracias a la corrupción del ayuntamiento... Por cierto...Wa...

Doña Pepita... pita... pita
No era Señora
¡Era Señorita!

María Evangelina Cobo Zaballa
Castro-Urdiales    (Cantabria)